Salva il suo cane da morte certa e nasconde il fatto

09/06/2020

Alle ore 13:45 circa dell’odierna giornata, su e giù un’ora fa, andavo a fare visita al mio amico Gianluca, che per capire sarebbe più facile associarlo al Movimento per l’Italia, meravigliandomi perché mai vedessi a terra e bagnati la sua camicia, il suo pantalone e le sue scarpe.

Come suo solito mi rispondeva fuorviante: Devo lavarli.

Continuavo a chiedergli perché mai i suoi indumenti fossero bagnati e a terra?

Rispondeva: Stamattina, quando sono tornato da Cosenza mi fermavo vicino una campagna per far fare i bisogni al cane. Mi distraevo al telefono, allora il cane si spostava trovando un canalone di acqua. Probabilmente per bere un po’ di acqua scivolava dentro non riuscendo ad uscire per le alti e scivolose pareti, quasi verticali. Ho capito che fosse successo qualcosa quando in lontanza lo sentivo piangere.

Ho continuato a chiedere: Non dirmi che ti sei lanciato nel canalone di acqua?

Mi rispondeva: Si, purtroppo si, altrimenti sarebbe morto affogato.

Ho continuato a chiedergli: Scusa, come hai fatto ad uscire se il tuo “acrobata” cane non è riuscito a salire, perché capirei che fosse impossibile riuscirci considerato che il cane non ce l’ha fatta?

Mi rispondeva con queste testuali parole: Sono stato nel canalone quasi due ore con il cane sulla spalla sinistra e con l’acqua che mi copriva le spalle. Ho provato a salire dalle sponde senza riuscirci. Ho tentato di gridare aiuto ad una macchina che circolava sulla parallela strada sterrata, però inutilmente. Sentivo i piedi e le gambe indolenziti anche se l’acqua non la sentivo fredda. Ad un tratto vedevo su una sponda un piccolo rametto di ulivo selvatico. Mi aggrappavo al primo rametto riuscendo a prendere il secondo e dopo il terzo, e con la forza del braccio destro ho sollevato il mio corpo e quello del cane. Ad un punto, appoggiavo il cane alla parte alta della parete della sponda del canalone e spingendolo da dietro riusciva a salire ed uscire dal canalone. Dopo è toccato a me, questa volta con due braccia.

Infine mi ha detto: Andrea, ora che hai sentito il fatto, metti la lavatrice!