Provincia di Cosenza: € 1.50 all’ora e linciati i bengalesi

Succedeva ad Amantea, in provincia di Cosenza, uomini bengalesi costretti a lavorare nei campi a cifre bassissime e destinatari di lanci di oggetti quando si lamentavano del trattamento.

Turno da 26 ore continuative con pausa pranzo a terra di pochi secondi. Costretti a vivere in condizioni disumane e in alloggi fatiscenti.

A finire agli arresti domiciliari sono 7 persone della buona classe di Amantea, di una nota azienda agricola “La Carota”. L’inchiesta ha coinvolto la Procura della Repubblica di Paola che dopo un’accurata indagine a seguito di denuncia, ha prodotto le misure cautelari nei confronti di Gennaro, Rocco, Francesco, Saverio, Roberto Suriano e due caporali stranieri di nome Anouar Hossain Mizan e Das Kakon. L’ufficio Giudiziario avrebbe preferito applicare l’arresto nelle carceri perché la cattiveria degli imprenditori calabresi è stata rivolta al massimo guadagno sullo sfruttamento dei lavoratori, azzerando il rispetto della dignità delle persone umane.

Racconta un lavoratore: “Un giorno, mentre scaricavo il camion ai mercati di Cosenza sono accidentalmente caduto facendomi male – ha messo a verbale una delle vittime – Invece di essere aiutato sono stato sgridato da Roberto Suriano che brandendo un bastone mi è venuto contro minacciandomi di colpirmi. Dolorante mi sono dovuto rialzare e  mettere a posto tutti i pomodori che mi erano caduti”. Un’altra invece ha raccontato di “essere stata sempre trattata come un animale, con insulti e cattive parole dirette contro la mia persona. Un giorno Franco Suriano dopo avermi sgridato per una stupidaggine mi ha pure lanciato addosso una cassetta facendomi male. Visto le minacce subite ho molta paura di eventuali rappresaglie nei mei confronti”.

Già nel terriorio della Provincia di Cosenza sono successi analoghi fatti che hanno causato numerosi arresti.